Uno straordinario viaggio alla scoperta della propria vera natura
Eccomi
Nome: L
viaggiando tranquillo e sereno fra le meravigliose galassie di questo universo fuori dal tempo ho notato lontano 1 curioso pianetino verde e blu e ho deciso di visitarlo x un po'. Ora non ricordo + granchè solo che provengo da 1 altra galassia e che sono 1 angelo. Il resto sto cercando di scoprirlo poco a poco ... ma che fatica!!!
Comunico essendo tanto solo che il vetro mi cementa l'anima da dentro,
ma comunque mi rimane una vena di sano nevrotico fuoco che sprizza fuori dal vulcano del mio cuore.
Colei che guardo spesso non è molto sana,
ma in fondo chi lo è oggi.
Essendo un essere solitario mi ritrovo molto sereno ma a volte vuoto.
Oggi il piano è veramente leggero e soave.
Ma in fondo alla dolce verità la dura morte attende tutti.
Solo la vibrazione d'amore è sempre presente ovunque.
Ammettendo pure che il mio riflesso possa sorgere diverso,
io troverei comunque da dire anche su quello.
E ora che sono anche pure oltre anzitutto e incredibilmente vago vi saluto.
Dopo tanto che non scrivo,
eccomi qua di nuovo a buttar giù qualche riga.
Ovvio non a caso e non tanto per fare,
ma come sempre descrivendo un percorso,
un punto o un nulla comunque personale e soggettivo.
Questo periodo è al contempo agghiacciante e scollato.
Tutto è assolutamente vuoto di ogni qual sia significato e ragione,
ovvio, nel mio personale modo di percepire le cose e gli altri.
Tutto è assolutamente senza alcun senso, non che non ne abbia in senso assoluto,
solo non ne ha per me, che vivo per non morire, o semplicemente impiccato ad una speranza ormai sempre più sottile che le cose forse possano un giorno cambiare.
Certo di cose per mutare questo modo di percepire la vita e le cose ne sono state fatte e fatti tanti in passato e anche ora qualcosina si sta ancora facendo, ma mi rendo sempre più conto che non è sicuramente il modo corretto di affrontare la cosa visto che dopo tanti anni di fatica, studi ed esperienze, al massimo ci sono stati lampi di "vera vita" e non certo un cambiamento o un cambio di percezione (più corretto) degni di nota.
Allora tutto continua a scorrere nella sua perfezione esterna a me e nella invece assoluta imperfezione interna a me. Tutto appare stantio e iterato, pesante e obsoleto ai miei occhi che sono molto spenti e opachi in questo periodo. Me ne rendo conto di avere ben poca vitalità o voglia di fare.
L'apatia e l'oblio mi opprimono pesantemente dal di dentro. Come massi gigantesti che devo sostenere per non soccombere al disastro che nemmeno io so di che proporzioni e che forse sarebbe auspicabile avvenisse, così almeno potrei liberarmi definitivamente di questi pesi che porto senza nemmeno sapere io perchè e che mi sono stati lasciati in eredità per linea di sangue.
Dovrei morire a me stesso x rinascere alla vita.
Ma la fottuta paura fa il suo porco mestiere e come il più intransigente dei guardiani mi impedisce di oltrepassare la soglia che separa la vita dalla morte e così le cose continuano a essere come sempre.
La solitudine c'è ma non la sento, mi scivola addosso me olio su un vetro ben levigato.
L'amore è confinato dentro me incastonato in un cuore a forma di diamante ma messo in cassaforte a prova di ogni cosa. Non si può scassinare ora, nemmeno con i sentimenti più lascrimosi.
E vabè,
Così si continua a vivere,
senza una vera speranza ormai,
senza un vero scopo,
falliti cosmici di una inutile esistenza.
Vorrei spiegarvi, oh Dio! di anonimo Vorrei spiegarvi, oh Dio!
Qual è l'affanno mio;
Ma mi condanna il fato
A piangere e tacer.
Arder non può il mio core
Per chi vorrebbe amore
E fa che cruda io sembri,
Un barbaro dover.
Ah conte, partite,
Correte, fuggite
Lontano da me;
La vostra diletta
Emilia v'aspetta,
Languir non la fate,
È degna d'amor.
Ah stelle spietate!
Nemiche mi siete.
Mi perdo s'ei resta.
Partite, correte,
D'amor non parlate,
È vostro il suo cor.